La Banca centrale europea (BCE) rilancia il dibattito sull’integrazione dei mercati dei capitali europei, sottolineando come l’attuale architettura di vigilanza – frammentata tra oltre 50 autorità nazionali – non sia più coerente con la crescente operatività transfrontaliera degli operatori finanziari.
Nel contesto dell’agenda europea per la Savings and Investments Union (SIU) e della recente proposta della Commissione europea sulla supervisione e l’integrazione dei mercati (MISP), la BCE evidenzia nell’occasional paper “one market, one supervision”, ripreso sul blog istituzionale pubblicato il 31 marzo, che una vigilanza più centralizzata rappresenta una condizione abilitante per convogliare efficacemente il risparmio verso investimenti produttivi e rafforzare l’integrazione finanziaria. Secondo gli autori, che riportano opinioni che non riflettono necessariamente la posizione della BCE, l’attuale sistema basato su autorità nazionali può generare divergenze regolamentari e inefficienze, in contrasto con l’obiettivo di un mercato unico dei capitali. La BCE propone, quindi, un rafforzamento della supervisione a livello europeo, individuando criteri per attribuire competenze dirette a livello UE su alcuni operatori sistemici (come infrastrutture di mercato e grandi intermediari pan-europei). In questo quadro, una riforma dell’ESMA (European Securities and Markets Authority) – ossia l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati – sarebbe cruciale per rendere operativa una vigilanza integrata, capace di garantire condizioni di parità ed una più efficace individuazione dei rischi sistemici.

