Milano, 25 marzo – Il mercato dei capitali mostra un peso crescente a livello globale e anche in Italia. A livello mondiale, le risorse gestite dal private capital ammontano a 22.000 miliardi di dollari, che si prospetta diventeranno 30.000 entro il 2030. Guardando al private debt in Europa, le masse gestite sono 10,6 volte quelle di 15 anni fa. Confrontando private equity e mercati quotati, nel contesto americano dal 2000 a oggi le public company (cioè le società quotate) sono diminuite, a fronte di una crescita significative di quelle nel portafoglio del private equity (quasi 12 mila a fine 2025) e, soprattutto, del venture capital (quasi 60 mila).
Anche in Italia si osserva un peso crescente del private capital: le società attualmente nel portafoglio del private equity sono circa 1.400, a cui si sommano le 1.200 del venture capital, mentre le quotate sono circa 400. Complessivamente, dunque, oggi il private capital ha in portafoglio circa 2.600 aziende che sono “cresciute e si sono internazionalizzate grazie all’apporto di operatori pazienti, capitale umano e finanziario fondamentale per il loro sviluppo”. A dirlo è stato Innocenzo Cipolletta, Presidente dell’Associazione italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt (AIFI), in occasione del convegno annuale dell’associazione – che celebra i suoi primi 40 anni di vita – evidenziando che “la struttura produttiva delle imprese è mutata nel tempo e sta continuando a cambiare, e serve finanza intelligente che le capisca”. Da Cipolletta arriva anche un monito sull’intelligenza artificiale, per la quantità di capitali globali investiti in quella direzione: “Si rischia di generare una bolla, la cui esplosione può generare problemi sul sistema economico”. Dal canto suo, Anna Gervasoni, Direttrice Generale di AIFI, prevede che “nei prossimi anni vedremo più propensione all’investimento in questa asset class e una maggior attitudine delle imprese a ricorrere a questo strumento per affrontare la transizione e le sfide tecnologiche”. In occasione dei 40 anni di AIFI, Lettera F formula all’associazione che aderisce a FeBAF dal 2013 i migliori auguri di buon lavoro.

