Washington, 16 aprile – La Commissione Finanza del Business at OECD (BIAC) – l’organismo che rappresenta la business community dell’OCSE, cui aderisce anche FeBAF – ha presentato il paper “The Business Case for Financial Literacy: A Strategic Imperative for Competitive Companies”, nell’ambito della Spring Week del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il documento – a cui ha contribuito anche FeBAF con le sue associate – invita a leggere l’alfabetizzazione finanziaria non solo come obiettivo sociale, ma come una leva strategica per la competitività delle imprese, in mercati sempre più digitalizzati e caratterizzati da prodotti più complessi e da vulnerabilità economiche più visibili.
Il punto centrale del paper è che aziende più competitive hanno bisogno di consumatori finanziariamente più consapevoli, di lavoratori meno esposti allo stress economico e di clienti, fornitori e partner – in particolare le PMI – più solidi e resilienti. Secondo il BIAC, infatti, la financial literacy migliora il processo decisionale, riduce la vulnerabilità agli shock e rafforza il benessere finanziario complessivo, con effetti positivi anche sulla produttività, sulla stabilità delle filiere e sulla fiducia nei mercati. Il documento richiama stime del 2025 Global Financial Inclusion Index secondo cui un miglioramento dei livelli di alfabetizzazione finanziaria potrebbe tradursi in un aumento del tasso di crescita del PIL nell’arco di quattro anni. In aggiunta, ogni aumento incrementale della financial literacy sarebbe associato a significative riduzioni dei tassi di default sui prestiti alle famiglie e del rapporto debito/reddito. Il paper insiste poi sulla crescente rilevanza della dimensione digitale, ricordando che circa il 66% degli adulti vittime di frodi o truffe finanziarie non raggiunge la soglia minima di alfabetizzazione finanziaria. Allo stesso tempo, il 26% degli studenti non raggiunge un livello base di competenze finanziarie. Da qui l’invito a rafforzare in modo più sistematico l’educazione finanziaria già nei percorsi scolastici. Tra gli esempi richiamati, si segnala il ruolo già consolidato del settore bancario e di quello assicurativo. In particolare, il documento cita la Federazione bancaria europea (FBE), insieme al Gruppo europeo delle casse di risparmio (ESBG), e Insurance Europe come stakeholder privati impegnati in iniziative di educazione finanziaria rivolte a giovani, consumatori e famiglie.

