L’intervento di fine anno del presidente Fabio Cerchiai indirizzato a lettrici e lettori
Roma, 19 dicembre – Sull’urgenza di semplificare la regolamentazione in Europa e di concretizzare forme di partenariato pubblico-privato in Italia per le infrastrutture sociali concentreremo le nostre attività nel 2026. La semplificazione è diventata il percorso obbligato dell’Unione europea soprattutto in tema di sostenibilità e competitività, perché è evidente il bisogno di ridurre costi e oneri amministrativi, soprattutto per le PMI. La direzione intrapresa a Bruxelles è quella giusta e come FeBAF ne supportiamo una rapida implementazione. Tuttavia questo processo non è sufficiente. Occorre infatti declinare un “Omnibus” per la finanza, un testo unico europeo che punti ad alleggerire il peso regolamentare sui soggetti bancari, assicurativi e finanziari all’interno dell’Unione, così da permettere ai nostri operatori di concorrere a livello globale su mercati livellati e privi di asimmetrie.
Sarà dunque opportuno che il prossimo anno veda realizzarsi gli auspici di istituzioni internazionali come la BCE, che insieme all’esprimere significative preoccupazioni per i possibili effetti negativi sull’economia italiana derivanti dalle misure a carico delle banche previste dalla manovra in corso, ritengono necessaria una semplificazione della regolamentazione finanziaria. Una semplificazione che non è deregolamentazione, perché non chiediamo l’eliminazione di norme e controlli pubblici, bensì regole e procedure più chiare, efficienti e meno onerose per cittadini e imprese all’insegna della proporzionalità e a tutto vantaggio della competitività complessiva del sistema-Europa. In Italia, nell’anno entrante FeBAF punterà ad attuare concretamente la tanto citata e mai davvero attuata partnership pubblico-privato in settori chiave come quello delle infrastrutture sociali. Pensiamo a forme innovative di social housing, in particolare a studentati, e a nuovi strumenti di finanziamento e gestione che permettano di valorizzare il patrimonio pubblico sottoutilizzato per destinarlo a soddisfare l’esigenza fortissima dei tanti giovani che faticano ad ottenere alloggi vicini ai centri universitari. Sono oltre 800.000, infatti, gli studenti fuori sede in tutt’Italia e solo il 10% circa può disporre attualmente di un posto letto. Il prossimo anno punteremo ad avviare “progetti pilota” in questo settore grazie al dialogo con le istituzioni e – qualora fossero individuate opportune convenienze fiscali insieme ai giusti equilibri tra redditività e protezione – ai risparmi di lungo termine che i clienti riterranno di destinare a questo obiettivo. A tutte e tutti Voi, insieme a questi propositi, “recapito” con questo numero di Lettera f i migliori auguri per le festività natalizie e per il nuovo anno ormai alle porte.

