Bruxelles, 4 dicembre – Creare un settore finanziario più integrato, efficiente e competitivo, offrendo nuove opportunità di crescita alle imprese e ai risparmi dei cittadini europei. Questo l’obiettivo di Bruxelles con il corposo pacchetto di misure sulla market integration, presentato dalla Commissaria europea ai servizi finanziari, Maria Luís Albuquerque, volto a rimuovere gli ostacoli all’integrazione dell’Unione per i risparmi e gli investimenti (Savings and Investment Union – SIU).
Tra i principali ambiti dell’iniziativa figurano il trading e il post-trading, la compensazione e il regolamento titoli, l’autorizzazione e il passaporto dei fondi transfrontalieri, la supervisione delle infrastrutture di mercato e dei fornitori di servizi in cripto-attività, la revisione del quadro per la tecnologia DLT (Distributed Ledger Technology), assieme alla semplificazione delle norme e alla riduzione della frammentazione regolamentare. Nel 2024, scrive la Commissione, la capitalizzazione di mercato delle borse ammontava al 73% del PIL della UE, rispetto al 270% negli USA, e le istituzioni finanziarie europee si confrontano ancora con requisiti e prassi differenti tra i vari Stati, che ostacolano le operazioni transfrontaliere e limitano le opportunità di cittadini e imprese. Come già avvenuto per gli altri passi intrapresi dalla Commissione verso la SIU, il pacchetto mira a semplificare il quadro dei mercati dei capitali incidendo su direttive e regolamenti, razionalizzando le deleghe di secondo livello e riducendo le opzioni e discrezionalità nazionali per prevenire deprecabili fenomeni di “gold-plating“. Bruxelles intende inoltre affrontare “incoerenze e complessità derivanti da approcci nazionali di vigilanza frammentati” e propone di trasferire le competenze di vigilanza diretta sulle principali infrastrutture di mercato, come talune sedi di negoziazione, le controparti centrali (Ccp), i depositari centrali di titoli (Csd) e tutti i prestatori di servizi di cripto-attività (CASP), all’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), rafforzandone il ruolo di coordinamento nella gestione del risparmio pur non attribuendole la supervisione diretta su fondi e Sgr. Le proposte della Commissione passeranno ora all’esame di Parlamento e Consiglio europei, dove si misurerà il gradimento degli Stati e delle istituzioni finanziarie rispetto alle ambizioni di Bruxelles.

