Bruxelles, 26 novembre – Nonostante l’emissione record di obbligazioni e la crescita delle risorse di capitale privato, sui mercati dei capitali europei persistono debolezze strutturali, dall’attività di nuove quotazioni contenuta alla frammentazione del mercato. È la conclusione cui perviene AFME, l’Associazione dei Mercati Finanziari in Europa, che ha presentato l’ottava edizione del rapporto Capital Markets Union – Key Performance Indicators.
Lo studio analizza una serie di indicatori riuniti in quattro aree chiave: accesso ai capitali, disponibilità delle risorse di investimento, finanza sostenibile e digitale, efficienza e integrazione dei mercati. L’edizione 2025 mostra che le nuove quotazioni nella UE sono diminuite del 23%, in netto contrasto con Stati Uniti, Cina, Giappone e Australia, dove sono cresciute tra il 20% e il 60%. Parallelamente, le fonti di finanziamento private – private credit, private equity e crowdfunding – rappresentano ormai il 20% dei finanziamenti tramite strumenti di mercato. Tuttavia, il ricorso complessivo ai mercati resta fermo al 3% del PIL della UE, contro l’8% degli Stati Uniti, confermando che i mercati di capitali europei rimangono sottosviluppati nonostante il crescente ruolo della finanza privata. Il rapporto segnala che gli investimenti delle famiglie restano per lo più confinati nei mercati nazionali, limitando così i flussi di liquidità tra i Paesi UE. Sul fronte della finanza sostenibile, la crescita si conferma moderata. Le emissioni di obbligazioni ESG aumentano, ma il loro peso sul totale del mercato si riduce: in diversi Paesi, tra cui l’Italia, il primo semestre evidenzia una dinamica positiva, a fronte delle flessioni registrate da Germania e Spagna. Il rapporto rileva inoltre che il 90% degli “unicorni” europei del 2021 non è ancora quotato. “Occorrono riforme decisive nell’ambito della Savings and Investments Union (SIU) per canalizzare il capitale in modo più efficiente e realizzare mercati dei capitali pienamente integrati”, ha dichiarato Adam Farkas, Chief Executive Officer di AFME, associazione più volte partner delle iniziative internazionali di FeBAF, presentando lo studio.

