Bruxelles, 15 luglio – La Presidente del Consiglio di vigilanza della BCE, Claudia Buch, è intervenuta in Commissione ECON (Parlamento europeo) su solidità del settore bancario nell’attuale contesto internazionale, necessità di semplificare il quadro normativo senza abbassare gli standard di vigilanza e spinta al completamento dell’Unione bancaria.
Due i temi principali affrontati da Buch: da un lato, le recenti tensioni globali e l’annuncio di nuovi dazi tra Stati Uniti e Unione europea, con i riflessi sul settore bancario; dall’altro, l’esigenza di rendere la vigilanza più efficiente ed efficace. “I recenti annunci sui dazi e la reazione dei mercati mostrano quanto velocemente il rischio geopolitico possa cambiare l’ambiente in cui operano le banche”, ha avvertito. Nonostante la volatilità e l’ampliamento temporaneo dello spread nei costi del finanziamento bancario, il sistema ha finora dimostrato una buona tenuta. La BCE prevede di introdurre, nel 2026, stress test tematici incentrati proprio sui rischi geopolitici. “Chiederemo alle banche di valutare quali scenari specifici potrebbero compromettere gravemente la loro solvibilità”, ha chiosato il capo della vigilanza bancaria europea. Sul piano regolamentare, la presidente ha confermato l’impegno della BCE per la semplificazione, sottolineando però che “semplificare non deve significare indebolire gli standard”. Infine, Buch ha condiviso l’appello dell’eurocamera a completare l’Unione bancaria, anche attraverso un regime comune di garanzia dei depositi, per favorire la piena integrazione del mercato europeo e rafforzare la redditività delle banche.

