Milano, 11 luglio – “Di fronte alle crisi, le banche sono molto esposte, come più complessi e sensibili anelli di connessione fra i fattori dell’economia. Inoltre, viviamo una fase inedita di grandi incertezze fra le due sponde dell’Atlantico”. Così il presidente dell’ABI, Antonio Patuelli, all’Assemblea annuale, sugli attuali rischi geopolitici mondiali. Parlando dei dazi commerciali Patuelli ha sottolineato come “occorra disinnescare i rischi di protezionismi e nuovi dazi, misure vecchie quanto il mondo, che penalizzano il libero mercato”.
Tuttavia, ha proseguito il Presidente dell’associazione delle banche italiane, “non basta cercare di evitare nuovi dazi: occorre più dinamismo, semplificando, non abolendo le norme europee e italiane”. Tra gli altri punti sollevati da Patuelli figurano il focus sull’auspicato aumento degli investimenti produttivi del risparmio e degli utili delle imprese, ivi inclusi l’auspicato potenziamento dell’Ires premiale o il ripristino dell’Ace. Sul fronte europeo, il numero uno di Palazzo Altieri ha sottolineato come occorra “far progredire l’Unione bancaria europea, bloccata per un decennio da discussioni sulla garanzia europea sui depositi (ora è dei Fondi interbancari nazionali) e di connessi limiti alla detenzione del debito pubblico da parte delle banche. L’Unione bancaria europea deve passare rapidamente dalla prevalente Unione di Vigilanza, all’Unione anche delle regole societarie, del mercato, del risparmio e degli investimenti”. Per quanto attiene alla semplificazione, per l’ABI questa dovrà iniziare anzitutto “dall’armonizzazione normativa tra gli Stati membri”, evitando che gli operatori attivi su più mercati debbano confrontarsi con regole diverse. Intervenendo all’Assemblea ABI il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha esortato l’Europa a cogliere le opportunità create dall’incertezza del ruolo futuro degli Stati Uniti, rilanciando l’integrazione e rafforzando l’architettura della finanza europea. L’Europa deve dunque “rilanciare con determinazione il progetto di integrazione, completando il mercato unico e adottando politiche comuni per l’innovazione, la produttività e la crescita”. Per Panetta bisognerà anche offrire agli investitori “un titolo comune privo di rischio” e a tal proposito ha ricordato le stime elaborate dalla Banca d’Italia: “un mercato dei capitali integrato e fondato su un titolo comune privo di rischio potrebbe ridurre di mezzo punto percentuale il costo del finanziamento per le imprese, stimolando investimenti aggiuntivi per 150 miliardi l’anno. Già solo questo, a regime, si tradurrebbe in un incremento del PIL europeo dell’1,5 per cento”, ha rimarcato il Governatore. Riguardo ai rischi derivanti dai dazi, Panetta ha specificato che “peseranno sulla crescita economica europea e, in caso di loro inasprimento, anche sull’inflazione”, aggiungendo che “le proiezioni che prevedono il mantenimento delle misure oggi in vigore sottrarrebbero mezzo punto percentuale alla crescita nell’area dell’euro tra il 2025 e il 2027”. Infine, intervenuto in videocollegamento, il Ministro delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, ha osservato come l’economia italiana continui a dare segnali positivi e come dopo il +0,3% del PIL nei primi tre mesi, il 2025 abbia già una crescita acquisita di +0,5 % con il massimo storico per l’occupazione e dati confortanti per l’inflazione.

