Roma, 12 giugno – Nonostante il 93,9% dei Comuni italiani sia a rischio frane, alluvioni o erosione costiera e il 40% degli edifici si trovi in zone sismiche medio-alte, la copertura assicurativa è ancora molto bassa: solo il 6% delle famiglie e il 5% delle imprese è protetto. Sono alcuni dei dati forniti dal presidente dell’ANIA, Giovanni Liverani, durante un’audizione parlamentare.
Dopo l’introduzione dell’obbligo di assicurazione per le imprese dalle catastrofi naturali, considerata “una risposta importante e coraggiosa”, il numero uno degli assicuratori considera “fondamentale aprire una riflessione approfondita su come arrivare a proteggere il patrimonio immobiliare anche delle abitazioni residenziali”. L’idea è quella di utilizzare lo strumento della delega contenuta nella legge Ricostruzione. Infatti, “benché la casa rappresenti una componente rilevantissima della ricchezza delle famiglie italiane e circa l’80% dei concittadini abitino in una casa di proprietà o in usufrutto, la percentuale degli immobili coperti da assicurazione per i rischi di calamità naturale è solo del 6%. Le esperienze di alcuni grandi Paesi esteri segnalano percentuali di copertura molto più elevate e indicano alcune soluzioni di natura assicurativa e riassicurativa percorribili per favorire a costi ragionevoli la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare degli italiani”. Il messaggio è chiaro: “l’assicurazione non è una tassa occulta, ma uno scudo di protezione utile e lasciatemi dire a volte necessario”. Liverani è intervenuto anche sul tema sanità. “Il Servizio Sanitario Nazionale resta un pilastro irrinunciabile di equità sociale e di diffusione della salute e, là dove funziona, ci viene invidiato in tutto il mondo. Ma, per mantenerlo in vita, – ha precisato – è necessario rafforzare questo modello con un secondo e un terzo pilastro, analogamente a quanto fatto con il sistema pensionistico”. Liverani ha quindi proposto l’adozione di un “testo organico” che regolamenti il settore e definisca “un campo di gioco uniforme per tutte le forme – assicurative, negoziali, collettive o individuali – accomunate dall’obiettivo di integrare le prestazioni pubbliche in un ambito tanto rilevante”. Pochi giorni prima dell’audizione, il Presidente dell’ANIA si era espresso anche sulla previdenza complementare: “È tempo di rendere l’adesione a un fondo pensione la regola, non l’eccezione”, ha detto in un’intervista a Moneta.

